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Di Battista contro il Governo con il PD

Di Battista trova le palle perdute fuori tempo massimo, e attacca la nascita del governo col PD. La sua uscita avrebbe avuto un senso, e forse anche un peso, al tempo del voto su Rousseau (domani ce n’è un altro per le regionali in Umbria, dove nascondono la fusione con la scusa di una ‘lista civica’, tipico di chi si vergogna di presentare i propri simboli agli elettori), ora non conta.

Sono sempre stato contrario ad un governo con il PD. Non è un segreto. Ho sempre reputato il PD il partito del sistema per eccellenza, quindi il più pericoloso. Il PD è un partito “globalista”, liberista, colluso con la grande imprenditoria marcia di questo Paese, responsabile (paradossalmente più della destra che ho sempre ugualmente contrastato) delle misure di macelleria sociale che hanno colpito i lavoratori italiani. Sono stati soprattutto gli uomini e le donne del PD a svendere i gioielli di Stato ai loro amici; loro hanno regalato le autostrade ai Benetton; loro hanno spinto affinché si bombardasse la Libia dando il La alla destabilizzazione della regione e al conseguente aumento dei flussi migratori. Loro, soprattutto loro, hanno impedito che venisse approvata una legge sul conflitto di interessi.

NON FIDATEVI DEL PD,in un post,mette in guardia sul neo “alleato”,
un partito “‘globalista’, liberista, colluso” e responsabile PIÙ DELLA DESTRA della “macelleria sociale”.
Ha ragione su tutto. Identikit perfetto.
Forse,avrebbe dovuto dirlo prima e a Grillo

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In uno dei primi interventi che feci in Parlamento dissi: “il malaffare ha rovinato questo Paese ma è l’ipocrisia che uccide la speranza”. Ecco io reputo il PD il partito più ipocrita d’Europa. Ed io che ho molti difetti ma non sono ipocrita vi dico che nelle ultime 48 ore è accaduto tutto ciò che temevo sarebbe accaduto. Prima Renzi ha formato i suoi gruppi parlamentari (stando attento, sia chiaro, a lasciare ancora qualche suo “palo” nel PD); poi il Partito Unico Lega-FI-PD-FDI ha salvato l’ennesimo deputato votando contro una richiesta d’arresto da parte dei giudici di Milano dopo aver votato NO persino sull’utilizzo di intercettazioni contro di lui.

Ora vi faccio una domanda. Davvero tutto questo vi sorprende? Io capisco l’indignazione, ma lo stupore proprio no. Leggo in rete lamentele sulla scelta di ministri e sottosegretari. C’è chi ha avuto i brividi per Gentiloni commissario in Europa, chi per Franceschini alla cultura, chi per l’entrata nel governo delle varie Malpezzi, Ascani, Morani o dei vari Fiano o Scalfarotto. Perdonatemi ma chi pensavate che il PD avrebbe mai messo, Mandela, Kennedy, Allende?

Leggo anche (ma sono sempre le solite fonti di palazzo Chigi che non si sa mai se siano vere) che il Premier sia rimasto allibito per la scelta di Renzi e che abbia pronunciato questa frase: “Me lo doveva dire prima, Renzi vuole solo potere e nomine”. Buongiorno Presidente!!! Ovvio che Renzi ambisce alle nomine ed era piuttosto chiaro che avrebbe fatto questa “robetta” dopo aver incassato due ministri e un paio di sottosegretari. E che lo doveva fare prima? Diamine, io Renzi l’ho preso di petto (contribuendo insieme ad altri al suo declino) quando veniva descritto come De Gaulle perché non l’ho mai sopravvalutato, ma non l’ho neppure mai sottovalutato.

I sondaggi non contano nulla, contano i parlamentari che controlla e con i quali cercherà di “ricattare” questo Governo minacciando di farlo cadere (senza mai volerlo fare) se dovessero mai passare leggi contrarie agli interessi della sua ciurma.

Tutto questo, credetemi, l’ho detto a tutti nelle ultime settimane esattamente come mesi fa dissi (venendo persino accusato di voler destabilizzare il Governo, ma ho chiarito con chi di dovere ed è acqua passata) che Salvini avrebbe fatto cadere il governo prima della votazione sul taglio dei parlamentari. Non ho la sfera di cristallo, semplicemente li conosco e oltretutto, forse, da fuori, si vedono le cose in modo più limpido.

Ad ogni modo il Governo c’è e ai miei ex-colleghi, ai quali voglio bene anche quando non sono d’accordo con loro dico:

NON VI FIDATE!1. Non vi fidate del PD derenzizzato, ripeto, Renzi ci ha lasciato dentro decine di “pali”.2. Non vi fidate dei giornali che per la prima volta vi apparecchiano interviste più morbide. Il loro obiettivo è la “normalizzazione” del Movimento (come se aver lottato contro questo sistema fosse anormale).3. Non vi fidate delle smielate parole di Franceschini. Franceschini vuole fare il Presidente della Repubblica e sta già in campagna elettorale parlamentare…4. Non vi fidate delle false aperture del PD sulla revoca delle concessioni ai Benetton. Salvini non ha voluto togliergli le concessioni per codardia e pavidità, il PD cercherà di non farlo per contiguità.5. Non vi fidate dell’Europa (e sia chiaro, io non sono affatto un anti-europeista), in cambio di un po’ di flessibilità in più chiederanno all’Italia le ultime chiavi di casa rimaste.6. Non vi fidate della Lagarde, chiedete ai disgraziati greci e argentini ciò che ha fatto…7. Non vi fidate delle notizie che arrivano dal Medio Oriente, al contrario lavorate per la Pace. Ne va dell’interesse del popolo iraniano, saudita e yemenita e di quello di un mucchio di imprese italiane che hanno sempre lavorato bene con Teheran.8. Non vi fidate dei “nuovi ambientalisti”. Costoro sono i più sporchi, sono quelli che reputano il rispetto dell’ambiente solo uno spazio politico da occupare o che vorrebbero far pagare la lotta all’inquinamento ai poveracci e non a chi inquina davvero.

Fidatevi di chi soffre, di chi cerca un posto letto in ospedale, di medici e infermieri che lavorano in condizioni disperate, dei pensionati che rovistano, dei ricercatori che fuggono, di chi vuole solo una casa o la possibilità di metter su famiglia, di chi guadagna una miseria o si mette in tasca una miseria per pagare le tasse. Fidatevi di loro, di ciò che dicono, di quel che gridano. Mischiatevi con loro, è la sola “normalizzazione” che ci è consentita.

Io, da fuori, farò le mie battaglie. Lo dico fin da subito. Non voglio destabilizzare nulla e nessuno, voglio solo esprimere le mie idee e sono sempre le stesse….

Le Banche europee a rischio Default

Le banche europee sono a rischio fallimento.

Il motivo di questa funesta previsione? Da ricercare nei tassi di interesse negativi che la BCE sta continuando a tagliare.

Soltanto la scorsa settimana, l’istituto di Mario Draghi ha deciso di rivedere al ribasso (di 10 punti base) il dato sui depositi che è così passato da -0,4% a -0,5%. Allo stesso tempo il Consiglio Direttivo ha scelto di dare una mano agli istituti di credito del Vecchio Continente comunicando altresì l’introduzione del tiering.

Per alcuni osservatori di mercato però questo non sarà sufficiente e le banche europee continueranno a scontare il rischio di fallimento con i tassi negativi della BCE.

A formulare le ultime pessimistiche previsioni sull’andamento del comparto è stato qualche giorno fa il global chief economist di Economist Intelligence Unit, Simon Baptist, che ha guardato con scetticismo alle più recenti decisioni della Banca Centrale.

A sua detta, anche le banche europee di grandi dimensioni dovranno fare i conti con il rischio fallimento determinato dal mantenimento dei tassi di interesse negativi.

Questi ultimi erodono i profitti degli istituti di credito e il loro margine di introito. Per anni le banche del Vecchio Continente hanno dovuto far fronte a questa situazione: i tassi di interesse sono scesi a zero nel 2012 e poi nel 2014 sono diventati addirittura negativi.

L’obiettivo della BCE è sempre stato quello di far fronte al rallentamento dell’economia, ma le misure di politica monetaria adottate hanno in un certo senso eroso la redditività delle banche.

 Da qui le previsioni dell’analista, che ha parlato non soltanto della possibilità di fallimento di alcune realtà, ma anche delle esigenze di consolidamento del settore.

E il tiering?

Come anticipato, nel corso dell’ultima riunione la BCE ha introdotto il tiering con il quale ha assoggettato le riserve in eccesso delle banche europee a tassi dello 0,0% e non del -0,5%. Per Baptist però questo si rivelerà soltanto un piccolo aiuto e non risolverà la situazione.

“Esse andranno incontro a molta sofferenza a causa delle perdite sui margini di interesse”,

ha tuonato.

Anche istituti di grandi dimensioni come Deutsche Bank potrebbero essere travolti dai tassi negativi. L’eventuale fallimento delle banche europee più imponenti potrebbe aprire le porte ad un plausibile scenario di recessione.

Sondaggi elettorali, la Lega torna a crescere e raggiunge il 34%: in calo Pd e M5s, Centro Destra al 48,9%

Il sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7 del 16 settembre mette in luce la ripresa della Lega, che torna ad aumentare i suoi consensi. E stacca sempre più nettamente Pd e M5s: le due forze che compongono la nuova maggioranza, infatti, sono in calo di mezzo punto percentuale a testa. Cresce, in generale, il centrodestra.
SONDAGGI POLITICI ELETTORALI 17 SETTEMBRE

La scissione del Pd da parte di Matteo Renzi ancora non c’è e non viene calcolata, ma nei sondaggi diffusi ieri sera emerge con chiarezza un elemento: il centrodestra, a partire dalla Lega, è in ripresa. Mentre il centrosinistra, così come il Movimento 5 Stelle, continuano a soffrire. Difficile pensare che la scissione voluta da Renzi abbia influito sulle rilevazioni che risalgono ai giorni precedenti all’ufficializzazione della decisione dell’ex presidente del Consiglio, anche se la notizia era già nell’aria da almeno da 48 ore. Per il momento a influenzare le scelte degli elettori sembrano più le dinamiche che hanno portato alla formazione del nuovo governo. Non a caso, sono le forze di maggioranza a perdere voti: a tutto vantaggio delle opposizioni, guidate in primis da Matteo Salvini e dal suo Carroccio.

La Lega ritorna a crescere e nella rilevazione effettuata da Swg per il Tg La7 del lunedì sera si evidenzia un aumento dei consensi dello 0,6%: si passa dal 33,4% di una settimana fa al 34% registrato il 16 settembre. E così si allarga il divario tra il partito di Matteo Salvini e tutti gli altri. Anche perché le due forze di maggioranza, Pd e M5s, fanno registrare un calo di almeno mezzo punto percentuale a testa. Partiamo dal Partito Democratico, il cui risultato viene stimato senza considerare l’ipotesi di un nuovo partito fondato da Matteo Renzi. I dem si attestano al 21,5%: solo sette giorni fa, però, erano al 22,1%.
Il Movimento 5 Stelle soffre e, allo stesso modo, registra un evidente calo di consensi: si passa dal 21% di sette giorni fa al 20,5% evidenziato dal sondaggio presentato ieri sera nel tg condotto da Enrico Mentana. Se le forze di governo sono in calo, non si può dire lo stesso per quelle di opposizione. Se è vero che Fratelli d’Italia perde lo 0,2% (pur rimanendo a un ottimo 7%), dall’altra parte c’è Forza Italia che invece riprende quota e si riavvicina al partito di Giorgia Meloni: gli azzurri passano dal 5,2% della scorsa settimana al 5,9% registrato ora. A questo dato, per il centrodestra, si deve aggiungere il 2% di Cambiamo di Giovanni Toti (seppur in leggero calo rispetto al 2,3% di sette giorni fa).

Il centrodestra torna a crescere nei sondaggi
In totale il centrodestra fa registrare il 48,9%, mettendo insieme tutte le principali forze che potrebbero far parte della coalizione: Lega, Fdi, Fi e Cambiamo. Oltre al Pd, invece, nel centrosinistra si registra una situazione sostanzialmente stabile per gli altri partiti. +Europa passa dal 2,6% al 2,4%. I Verdi crescono dello 0,1% e raggiungono il 2,3%, scavalcando La Sinistra che si ferma invece al 2,2%. Tutte le altre liste sono stimate, complessivamente, al 2,2%. Alto invece il tasso di indecisi e astenuti, che nonostante sia in calo è ora al 34%

Il ministro ungherese contro i giallorossi: “Con Salvini Europa era sicura”

Il ministro degli Esteri ungherese si scaglia contro la decisione del nuovo governo di riaprire i porti: “Niente ricatti da Roma all’Ue”

E facendo così abbiamo tolto un fardello agli altri Paesi europei”. A dirlo alla Stampa è il ministro degli Esteri ungherese, il 40enne Peter Szijjarto. Con Salvini, “l’Italia era riuscita, chiudendo i porti, a ripetere lo schema sul Mediterraneo. Poi però, è cambiato governo. E con esso l’ approccio, e questo ci dispiace“, aggiunge il fedelissimo di Orban che ha discusso con Luigi Di Maio, dopo aver accusato il nuovo governo giallorosso si aver fatto una scelta “deplorevole e pericolosa“, riaprendo i porti.

Infatti, a detta del ministro, con l’apertura dei porti, l’Italia avrebbe mandato un segnale pericoloso ai migranti, quasi invitandoli a “mettersi in marcia per l’Europa“, facendo un favore ai trafficanti di esseri umani. Szijjarto rimpiange Matteo Salvini che, quando era ministro dell’Interno, “ha subito grandi pressioni, ha preso decisioni importanti sull’immigrazione e così ha contributo a dare più sicurezza all’ Europa“. Non solo. Salvini, infatti, avrebbe anche dimostrato “che l’immigrazione illegale può essere fermata. È una bugia dire che contenere i flussi è impossibile e che bisogna ragionare sulla redistribuzione. Salvini ha dimostrato che se c’ è la volontà di bloccare gli sbarchi si può fare“.

Ora, però, l’Italia ha invertito la rotta e potrebbe firmare l’accordo di Dublino, che stabilisce quale sia lo Stato competente ad esaminare le richieste di asilo dei migranti. Ma, per il ministro ungherese, è ancora valido lo slogan “aiutiamoli a casa loro”, con soldi e progetti per la costruzione di scuole e ospedale, altrimenti, con i porti aperti, si inviterebbero i migranti a venire in Europa.

Infine Szijjarto si scaglia contro il sistema della redistribuzione dei migranti, che per lui non è la giusta soluzione per risolvere il fenomeno migratorio: “La risposta giusta alla crisi migratoria non è quella di aprire i confini e distribuire i migranti illegali sulla base di quote. Al contrario, i confini vanno difesi”, perché “tocca a noi decidere con chi vogliano vivere a casa nostra“.

Il Governo è cambiato e la sanità?

Penso che la politica della nuova compagine governativa in materia resterà più o meno la stessa. Con la partita decisiva della legge di Bilancio e con la necessità di riallacciare la matassa del Patto per la Salute sulla quale Speranza potrebbe però trovare la strada della firma ancora più in salita. Ma è chiaro anche che la sanità non sarà indenne dalle possibili sorprese che potrebbero arrivare dall’inedito scenario politico del dopo crisi 

In un mese la fotografia politica del nostro Paese si è ribaltata di 180 gradi. L’unica figura di apparente continuità è quella di Giuseppe Conte ma il suo Governo è un Conte/2 solo a livello numerico perché ne sono cambiati profondamente la composizione e il programma.

Tuttavia una certa continuità si può riscontrare proprio sulla sanità. Il ministro è cambiato, è vero, ma se andiamo a leggere il programma giallo-verde e lo confrontiamo con quello (molto più stringato in materia) del neo esecutivo giallo-rosso vi ritroviamo sostanzialmente la stessa impronta pro Ssn.

Da difendere con “il coltello tra i denti” dice oggi il neo ministro Roberto Speranza mentre Giulia Grillo salutava pochi giorni fa i suoi sostenitori da facebook con questa frase: “Il rilancio della sanità pubblica, la difesa e la valorizzazione del nostro sistema sanitario, il diritto alla salute di tutti, nessuno escluso, sono stati la mia unica bussola”.
Quindi nessun cambiamento per la sanità? Non del tutto. La questione vaccini sembra ormai archiviata e rispetto alla venatura, se non proprio “no vax” ma certamente “free vax” del precedente esecutivo, l’attuale maggioranza (5 Stelle compresi) non sembra molto interessata a riaprire la questione.

Poi sulle autonomie regionali che riguardano anche la sanità in quanto materia oggetto di richiesta di una ancora più ampia autonomia rispetto ad oggi, l’approccio del nuovo Governo potrebbe essere più in linea con un’autonomia più soft e meno estrema di quella voluta soprattutto da Lombardia e Veneto.

Ma per il resto penso che la politica della nuova compagine governativa in materia resterà più o meno la stessa. Con la partita decisiva (come sempre) della legge di Bilancio (quanto soldi per il Ssn?) e con la necessità di riallacciare la matassa del Patto per la Salute sulla quale, questo sì, Speranza potrebbe trovare la strada della firma ancora più in salita considerando che la maggioranza dei Governatori è ormai del centro destra.

Detto questo va infine considerato che la politica della sanità sarà anch’essa in balia di questa nuova inedita stagione sui cui orizzonti nessuno è veramente pronto a scommettere, sia in termini di durata che di prospettiva.

Le carte si sono veramente mischiate bene e quelle che ci hanno sbattuto sul tavolo della post crisi hanno colori e composizione realmente inedite con suggestioni di alleanza fino a poco tempo fa impensabili (Pd e 5 Stelle forse insieme anche alle Regionali) e nuove formazioni politiche dalle ambizioni tanto poco chiare (retroscena a parte) quanto temute (Italia Viva di Renzi), che sarebbe sciocco pensare non avranno influenza sul cammino di questo nuovo Governo che, non dimentichiamolo, nasce comunque debole perché nato dalla paura di Salvini e non da una scelta di campo.

Ma è anche vero che, a volte, la paura fa miracoli…

Quota 100 difesa da Salvini: ‘Se vogliono cancellarla passino sul mio corpo’

Il leader del Carroccio ha manifestato la propria intenzione di difendere ad ogni costo Quota 100 denunciando quella che sarebbe l’intenzione del nuovo esecutivo di ritornare alla legge Fornero.

Quota 100 univa Lega e Movimento Cinque Stelle

Com’è noto il governo formato ad Lega e Movimento Cinque, nonostante la profonda eterogeneità tra le due forze politiche, per quattordici mesi ha provato a reggersi su un contratto in cui c’era unione d’intenti tra i due partiti.

Uno dei punti sui quali il governo gialloverde ha manifestato il massimo grado di convergenza di idee è stata l’intenzione di superare la contestatissima legge Fornero. La legge previdenziale che era stata annunciata tra le lacrime dell’allora ministro del Lavoro ai tempi del governo Monti. Dopo un lungo braccio di ferro con l’Europa relativo ai conti pubblici, Lega e Movimento Cinque Stelle erano riusciti a mettere a disposizione degli italiani la così detta “Quota 100”. Una misura opzionale e sperimentale (è finanziata fino al 2021) attraverso cui congedarsi prima rispetto ai paletti disposti dalla legge Fornero. Occorre ricordare che, di fatto, la legge Fornero non è mai stata cancellata, ma solo resa aggirabile, per l’appunto, attraverso l’opzione Quota 100 che consente un pensionamento anticipato al netto di un assegno calcolato sui contributi realmente versati. C’è attesa di conoscere, adesso, quale sarà l’orientamento del nuovo governo, considerato che l’avvento del Pd potrebbe cambiare la direzione politica. In tal senso, nei giorni scorsi, sono arrivate le dichiarazioni del ministro dell’Economia Gualtieri che, pur sottolineando la necessità di non cambiare in continuazione le regole previdenziali, ha annunciato l’idea di far andare Quota 100 ad esaurimento nel 2021.

Nell’ambito di un attacco che Matteo Salvini ha riservato agli ex alleati del Movimento Cinque Stelle, rei di aver cambiato su più temi opinione in maniera radicale, si è registrata una dichiarazione che apre diversi interrogativi sul futuro. “Mi dicono – ha evidenziato – che vogliono cancellare Quota 100 e tornare alla legge Fornero“. Non è chiaro se si faccia riferimento all’eventuale scelta di avallare l’idea di farla andare ad esaurimento senza rinnovarla o all’ipotesi di una cancellazione immediata. A fare rumore, però, c’è anche la dichiarazione di Matteo Salvini che si propone come bellicoso oppositore:”Dovranno passare sul mio corpo. Se qualcuno vuole farlo dovrà passare sul mio corpo”.

Maggioranza divisa al primo voto in Vigilanza Rai: PD vota con il centrodestra

Ok del Partito Democratico a risoluzione su uso social dopo il caso Salvini, Cinque stelle contrari. E il Centrodestra esulta

 

ROMA – Lega e centrodestra denunciano la prima spaccatura parlamentare della nuova maggioranza di Governo M5s-Pd avvenuta in commissione di Vigilanza sulla Rai dove i Dem, a differenza dei Cinque stelle, hanno votato insieme alle opposizioni di centrodestra la risoluzione a l’avvio di una risoluzione che indichi alla Rai le linee guida per la gestione e l’utilizzo dei social da parte del personale e dei collaboratori Rai soprattutto a seguito di recenti e gravi episodi che hanno visto protagonisti giornalisti Rai nei confronti di Matteo Salvini.

Prima spaccatura

«Non è stato necessario arrivare in aula – ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia in commissione Giorgio Mulè – per sancire la prima spaccatura nella maggioranza giallorossa. I 5 Stelle non hanno votato insieme con i novelli alleati di governo e così ecco servito l’antipasto di quanto sarà capace una maggioranza tenuta insieme solo per occupare poltrone».

Il PD vota con il Centrodestra

«Alla prima prova del nove – ha fatto eco il capogruppo leghista in Vigilanza Massimiliano Capitanio – il patto delle poltrone si è sgonfiato. Il Pd ha votato con Lega, Fi e Fdi per la risoluzione sul codice etico della Rai, mentre il M5S, contrario in Udp, non ha votato in seduta plenaria. È evidente che l’alleanza di convenienza non ha passato il tagliando. Grave che il M5S non voglia lavorare in Vigilanza per dare delle regole a quei giornalisti Rai che sui social hanno barbaramente offeso persone, bambini, politici e di conseguenza danneggiato l’immagine della stessa Rai».

Lampedusa è già al collasso. Il Viminale sposta i migranti

La pressione dei flussi migratori torna molto forte su Lampedusa: 70 dei 224 ospiti del locale hotspot, all’interno di una struttura che al massimo ne può contenere 95, sono stati trasferiti in Sicilia. Ma l’emergenza rimane ed i migranti continuano ad arrivare

 

Il locale hotspot di contrada Imbriacola, che ha una capacità massima di 95 persone, a seguito degli approdi autonomi delle ultime 48 ore e dell’arrivo degli 82 migranti a bordo della Ocean Viking, raggiunge quota 224 ospiti. Una situazione che manda su tutte le furie in primis il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, il quale in primo luogo critica la decisione del governo di scegliere lo scalo dell’isola come porto per la Ocean Viking: “Accoglienti sì, cretini no”, dichiara sabato il primo cittadino.

In effetti gli 82 migranti scesi dalla nave dell’Ong francese Sos Mediterraée, sotto il profilo prettamente logistico vanno a gravare e non poco sul sistema di accoglienza dell’hotspot di Lampedusa, con possibili gravi ripercussioni anche per l’ordine pubblico.

Dal Viminale adesso arriva la conferma di un primo trasferimento di almeno 70 migranti, i quali nella mattinata di questo lunedì vengono imbarcati sul traghetto di linea che collega Lampedusa con Porto Empedocle.

Da qui poi, i 70 migranti saranno smistati nei vari centri d’accoglienza della Sicilia. Ma l’emergenza a Lampedusa non è comunque terminata. Da un lato infatti, permangono più di 150 migranti, con la capacità del locale hotspot ancora ben sforata. Dall’altro lato, gli sbarchi sull’isola più grande delle Pelagie proseguono.

Diversi gli approdi autonomi a partire dalla giornata di sabato: anche un singolo arrivo di un barchino con dieci persone a bordo, in questo momento può costituire un grande e grave problema per la gestione del centro d’accoglienza di contrada Imbriacola.

Totò Martello nei giorni scorsi torna a proporre i ponti aerei, in modo che il trasferimento dei migranti venga agevolato e velocizzato. Anche perché la nave di linea per Porto Empedocle può accogliere un numero giornaliero limitato di migranti ed il rischio è che, partito un gruppo verso la Sicilia, a Lampedusa ne arrivi subito un altro tramite nuovi sbarchi.

Una situazione quindi vicina al collasso, a cui si sta cercando di porre un rimedio anche se, per via dell’aumento del ritmo degli approdi a Lampedusa, non è semplice far rientrare il tutto in tempi brevi alla normalità.

Intanto emergono alcune novità anche dalla Ocean Viking, ormeggiata presso il porto dell’isola dalla giornata di sabato. La Guardia Costiera domenica pomeriggio ha effettuato un sopralluogo per verificare l’esistenza di tutte le condizioni idonee per la navigazione, controlli di routine effettuati nelle scorse ore anche sulla Open Arms, ormeggiata a Porto Empedocle in quanto raggiunta da fermo amministrativo.

Questa mattina membri della Sos Mediterranée fanno sapere di essere pronti a riprendere la navigazione: “Dopo lo sbarco delle 82 persone a bordo avvenuto sabato notte e nove ore di controlli da parte della Guardia Costiera italiana, la nave sta tornando nel Mediterraneo centrale per riprendere le operazioni di ricerca e soccorso”. Lo si legge in un post pubblicato sul profilo Twitter di Medici Senza Frontiere, l’associazione umanitaria che collabora con Sos Mediterranée.

Scuola e Tecnologia: Valorizzare il fattore umano

Può essere un alleato prezioso per studenti e docenti, la sfida è usarla in modo consapevole per migliorare l’esperienza di apprendimento

 

Cosa succede quando un sistema scolastico di antica tradizione, come quello italiano, decide di abbattere il divario tra “classi analogiche” e tecnologia a scuola?

Il tentativo d’inseguire sistemi educativi nati in contesti e culture differenti non sarebbe così urgente, se non fossimo già indietro da anni. L’abbandono degli studi e l’avversione per i metodi di valutazione rivelano una scuola bloccata in un limbo tra passato e presente.

Una situazione cristallizzata, che non ha favorito l’ingresso graduale della tecnologia a scuola, salvo rari esempi di eccellenza. Con le ovvie conseguenze che vediamo ogni giorno: il boom improvviso di adeguamenti, PON, alternanza scuola-lavoro, sezioni iper specializzate anche nelle scuole superiori di I grado.

Il Governo delle Lobby e dei poteri forti del 2019

L’obiettivo no era sicuramente la finanziaria o l’aumento dell’iva, il vero obiettivo dichiarato era bloccare Matteo Salvini e servire i potentati europei.

Un Paese economicamente bloccato, un Meridione al degrado più totale ed il Governo tornato in mano al PD grazie ad un gioco di Palazzo per evitare un’altra batosta al voto dopo le europee di maggio 2019, Matteo Renzi resuscitato insieme alla sua compagnia di banchieri e massoni grazie al Movimento 5 Stelle troppo attaccati alla poltrona visto anche che oltre il 50 % dei grillini non potranno essere piu candidabili visto il blocco dei due mandati, insomma siamo alla Prima Repubblica, a voi le conclusioni e se la pensi cosi ti invito a condividere questa e-news.